Ad solis occasum

Tieniti i tuoi mostri,

continua pure a lasciarti risucchiare dal passato

a estromettermi da ogni tramonto

a precluderti possibili scenari

a leccarti, discretamente in un angolo, le tue ferite

a sostenere sulle spalle un peso che, ahimè, ti schiaccia

a camminare a testa china, occhi tristi e cuore stanco,

in un rovo di spine.

Se poi un giorno,

portando a spasso la tua Corazza,

stanca, cercassi ristoro

per l’anima, si intende,

sarò lì ad aspettarti,

per osservare le luci

di un altro giorno che muore.

Insieme, a piedi scalzi e corpi nudi;

due anime vestite di sole ferite.

Brucia

Tra le cose che non ho intenzione di spiegare

si cela ciò che vorrei sapessi.

La presunzione di arrivarti,

soffoca l’ossigeno di una fiamma che arde.

Scalda solo me,

di mie brandelli si alimenta ed

illumina fiocamente il nero pece in cui

a tentoni

avanzo.

A poco dallo scatenare un incendio

ad ancora meno dallo spegnere il fuoco.